Noise’ not only designates the no-man’s-land between electro-acoustic investigation, free improvisation, avant-garde experiment, and sound art; more interestingly, it refers to anomalous zones of interference between genres: between post-punk and free jazz; between musique concrète and folk; between stochastic composition and art brut. – Ray Brassier
Un libro piuttosto interessante che circola sul web da alcuni mesi è Noise & Capitalism: contiene una serie di analisi dei pensieri, delle condizioni sociali e delle teorie politiche e filosofiche che hanno accompagnato e fatto crescere, nel tempo, la produzione di tutta una serie di sonorità accumunate dal loro essere “di non facile ascolto”, e che ne hanno reso e continuano a renderne attuale, e necessaria, la presenza.
Scritte con un approccio lontano da quello della critica accademica, le riflessioni proposte dai vari autori si articolano in undici capitoli. La carne messa sul fuoco è molta: gli artisti citati sono tanti, da Eugene Chadbourne ai Black Flag, da John Coltrane a John Zorn, trovando modo di arrivare fino a Beethoven e dando il necessario e approfondito spazio a una figura fondamentale come quella di Derek Bailey. Non si risparmia nulla in ampiezza e respiro della trattazione neanche dal punto di vista della teoria, da Marx ad Adorno, da Foucault a Deleuze e Guattari, i collegamenti proposti sono tanti e meritevoli di attenzione, anche e soprattutto in considerazione del fatto che di tentativi simili di mettere sotto la lente d’ingrandimento approcci musicali estremi, come sono il noise e l’improvvisazione, non se ne contano poi molti altri, e che tanto ci dicono queste pagine (quasi duecento), tanto ci sarebbe ancora da dire.
Si parla di economia dell’attenzione, e di riprendere il controllo dei propri sensi, sempre più spesso catturati dall’esterno, e sempre più di rado indirizzati e veicolati dai “legittimi titolari”. Si parla di noise e soprattutto di improvvisazione come strumenti di emancipazione, adatti ad esprimersi secondo la propria capacità e le proprie possibilità, da un punto di vista tecnico, e secondo la propria sensibilità, svincolata da qualsiasi tipo di modello, dal punto di vista creativo. Si parla ancora di tante cose, e vale la pena farsene personalmente un’idea, dal momento che il libro, in inglese, è scaricabile in formato PDF.
Se preferite la carta, comprensibilmente, sappiate che comunque il libro non è in vendita, ma potete ottenerlo attraverso l’unica forma di scambio conosciuta dall’uomo in assenza di moneta: il baratto.
The distribution of this book is going to be done by trading:
If you are an artist, musician, writer or engage in any creative activity, we would very much appreciate that you send a sample of your work as a form of exchange for the book. Otherwise you can write a critical response to the book and send it to Arteleku.
If you are a distributor or a label or a publisher and you want to get copies of the book for distribution, you can send single copies of different books, zines or records in exchange and Arteleku will send you copies of the book in return.
Any material sent to Arteleku will become part of Arteleku’s library and people will have free access to this material.
Post: Arteleku, Kristobaldegi 14 (o nuevo P. Ainzieta), Loiola Auzoa, 20014 Donostia – San Sebastián (Spain).
Email: arteleku@gipuzkoa.net
Arteleku might take some time to reply and to send the books but they will do it as soon as they can.
***
Publisher: Arteleku Audiolab (Kritika series), Donostia-San Sebastián (Gipuzkoa)
Publication date: September 2009.
ISBN: 978-84-7908-622-1
Contributors: Ray Brassier, Emma Hedditch, Matthew Hyland, Anthony Iles, Sara Kaaman, Mattin, Nina Power, Edwin Prévost, Bruce Russell, Matthieu Saladin, Howard Slater, Csaba Toth, Ben Watson.