Si tratta di uno dei tanti grandi dischi usciti in quell’incredibile anno che fu il 1997 per il rock, e si potrebbe catalogare facilmente, ad esempio, tra i secondi dischi più belli degli ultimi vent’anni. Durante la sua registrazione venne realizzato un documentario che non è mai stato pubblicato ufficialmente, in cui intervengono tra gli altri Elliott Smith, Spencer Moody dei Murder City Devils, Doug Martsch dei Built To Spill, Sam Coombs dei Quasi e Calvin Johnson.
La scienza del sonno, Pelle misteriosa, Cinquecento giorni d’estate. Fino all’Eterno sorgere della mente immacolata. I Palindromi mai tradotti, e i Benvenuti nella casa delle bambole. Il cinema indipendente Usa è un fiorire di titoli tintinnanti, che tradotti non perdono nulla della loro sonorità intrinseca.
Nelle sale cinematografiche la musica ci entra di solito con l’occasione di un viaggio nel tempo: dalla storia dei Doors messa in scena da Oliver Stone fino al biopic su Ian Curtis diretto dal videomaker Anton Corbijn (responsabile di quasi tutti i videoclip dei Depeche Mode dall’86 alla fine degli anni ‘90, e che per gli stessi Joy Division girò il video di Atmosphere), si è sempre trattato di far rivivere un periodo “mitico” della storia del rock, ricostruendone le atmosfere e i protagonisti.
Sul sito dei Radio Dept. è comparso nei giorni scorsi un brano in anteprima dal nuovo album in uscita a Marzo; si intitola Heaven’s On Fire, e ascoltandolo la prima voce che si può riconoscere è quella di Thurston Moore dei Sonic Youth: nessun errore, si tratta di un campionamento da 1991: the Year Punk Broke, documentario che celebra uno degli anni più fortunati della storia del rock.